Il contributo “Ecological Connectivity Guides Spatial Planning” in un nuovo volume Springer Nature

Ecological Connectivity Guides Spatial Planning è un contributo che esplora la pianificazione territoriale in quanto mezzo per affrontare i cambiamenti che gli esseri umani inducono sul territorio e quindi i processi di trasformazione che interagiscono con la biodiversità e possono alterare la connettività ecologica.

Questo concetto è stato esteso e ribaltato verso la natura attraverso la pianificazione di aree ad alto valore ecologico. La semplice inclusione della biodiversità in un quadro di pianificazione può davvero garantirne la conservazione? La connettività ecologica è una condizione necessaria per mantenere la biodiversità e, di conseguenza, per garantire la fornitura di servizi essenziali per la vita umana, anche nelle aree urbane. Tre concetti sono essenziali per perseguire trasformazioni territoriali sostenibili: la consapevolezza del ruolo della biodiversità e della connettività ecologica, compresa la comprensione delle loro componenti, quali le funzioni e i servizi ecosistemici che contribuiscono al benessere umano, e la necessità di trasferire tale consapevolezza dalle strategie agli strumenti di pianificazione territoriale e urbana; coerenza tra i livelli di pianificazione e loro efficacia, soprattutto quando è necessario intervenire a livello locale, dove le pressioni e le minacce alla natura si manifestano in modo più concreto; condivisione delle responsabilità tra gli enti locali nella gestione della continuità ecologica a livello regionale e interregionale, poiché i cambiamenti nell’uso del suolo possono avere effetti che vanno ben oltre il luogo in cui si verificano. Questo lavoro propone una riflessione critica sulla necessità di rinnovare e riorientare la pianificazione verso la regolamentazione delle trasformazioni territoriali, superando l’approccio che consiste nel contenere la biodiversità e i servizi naturali solo a fini di conservazione.

Il contributo fa parte del volume Nature-Positive Cities: Adaptive Spatial Planning in Italy for an Ecological Urban Transition (2026), curato da Andrea De Toni, Andrea Arcidiacono e Silvia Ronchi.

 

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